Il latinorum botanicum: viaggio nell’intricato mondo dei nomi delle piante (part 2)

I giardini si possono creare in diversi modi: il migliore è assumere a questo scopo un giardiniere. Il giardiniere vi pianta ogni genere di bastoncini, verghe e scopette, e dice che sono aceri, biancospini, sambuchi, alberi ad alto fusto, alberi a medio fusto e altre specie botaniche; poi vanga il terreno, lo rivolta, e lo livella nuovamente, con il catrame crea i vialetti, conficca qui e lì nella terra delle foglie avvizzite, dicendo che sono perenni; sparge nel futuro prato dei semi che chiama loietto inglese e agrostide, coda di volpe, covetta e codolina e poi se ne va, lasciando dietro di sè un giardino marrone e spoglio, così com’era il primo giorno della creazione del mondo, ma vi raccomanda di annaffiare ogni giorno accuratamente tutta quella terra e, quando spunterà l’erba, di far mettere la sabbia sui vialetti. Bene.

Da “L’anno del giardiniere” di Karel Capek, per gentile concessione di Luca “Shifu” Fadini

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