Il Giardino del Merlo a Dongo (CO): una meraviglia dimenticata dagli uomini, ma non da Dio – part 2.1

Cos’era il Giardino del Merlo

Il Giardino del Merlo

Ideato e costruito tra il 1858 e il 1883 dal nobile ingegnere Giovanni Manzi, che gli dedicò gli ultimi venticinque anni della sua vita, il Giardino del Merlo giunse ad essere tra i giardini più suggestivi e caratteristici d’Europa, tanto che numerose guide straniere lo segnalavano nei propri itinerari come meta di elevato interesse artistico-monumentale e paesaggistico.

Questo passato splendore era dovuto intanto alla posizione: il Giardino, allora più esteso, si situa su una rupe a picco sul Lago di Como, comprendente il cosiddetto “Sasso di Musso”, un massiccio calcareo caratterizzato da ripidi pendii, pareti verticali, piccoli pianori dai quali si godono spettacolari panorami.

All’aspetto paesaggistico si fondevano gli elementi storici: il Giardino venne realizzato dal Manzi tra le rovine di un complesso fortificato, un tempo situato su tutto il costone calcareo e costituito da rocche, bastioni, torri, mura e un porto. Il Castello, fin dal 1300 – epoca della sua edificazione – e con il susseguirsi dei suoi occupanti, rivestì una grande importanza strategica per la sua posizione dominante sul lago: sbarrava la via per Dongo, controllava la strada Regina e i passaggi per la Val Chiavenna, la Valtellina e la Svizzera. Oggi i resti del castello sono ridotti solo a brevi tratti di mura a causa sia dell’abbandono e del logorio del tempo sia soprattutto delle attività di estrazione del marmo di Musso avviate negli anni ’30.

08 - Rocca di Musso

Il Manzi, all’ombra di questi solidi e suggestivi presupposti storico-paesaggistici, decise di creare, a metà dell’800, ispirandosi probabilmente ai giardini delle ville liguri che si trovavano ad avere una simile configurazione geomorfologia, un giardino che chiamò “del Merlo” per omaggiare la presenza di numerosi individui di uccelli della specie omonima.

Un giardino non comune.

Un giardino nel quale geniali e affascinanti peculiarità architettoniche come scalinate, gallerie, grotte, arcate, cisterne, ponti, balaustre ed un intero appartamento scavato nella roccia e nascosto al visitatore si compenetravano (ed oggi in un certo senso più di allora) fondendosi in un tutt’uno con la Natura. Un giardino nel quale si introdussero piante provenienti da tutto il mondo che crescevano rigogliose favorite dal clima mite del lago, oltre che dal particolarissimo microclima creato dal Sasso di Musso.

Nota: il Giardino del Merlo occupa, ora, l’area compresa fra la Strada Regina e la prima cerchia di mura, a ridosso della Chiesa di Sant’Eufemia, contrassegnata, nella ricostruzione della Rocca, con la lettera G. E’ inoltre delimitato, a nord, dalla cosiddetta Vall’orba, e a sud dalla cosiddetta Valle del Merlo, che sembra aver dato il nome a tutto il Giardino. “Sembra”, pare, perchè al Giardino del Merlo nulla è come sembra…

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